Bisturi e uomini
30 aprile 2007
Tel quel
Youssef Ziraoui
Praticata per ragioni religiose, la circoncisione riguarda tutti i marocchini. Tecniche tradizionali e medicina moderna si dividono un mercato prigioniero.
Se si dovesse trovare un denominatore comune a tutti i marocchini di sesso maschile, sarebbe sicuramente la circoncisione. Eccetto rari casi, nessuna persona di sesso maschile può evitarla, ma non tutti vivono questa tappa singolare della loro vita nello stesso modo.
Mokhtar Bourak è un hajjam per una tradizione tramandata di padre in figlio. È una sorta di barbiere polivalente che pratica indifferentemente l'estrazione dei denti, i salassi e la circoncisione. Ha appreso il mestiere direttamente sul campo; a 70 anni gli capita ancora di circoncidere i piccoli dei suoi primi "pazienti". Pratica a Derb Chorfa, quartiere popolare di Casablanca e pressoché tutta la popolazione maschile è passata fra le sue mani esperte.
A credere a quanto dice Lhaj Mokhatr, le sue tecniche di lavoro non avrebbero niente da invidiare a quelle della medicina moderna. Oltre ad una praticità affinata con gli anni, l'hajjam ha guadagnato un punto a suo favore nel disinfettare i suoi utensili, essenzialmente delle forbici, con un "rouh de Javel" (spirito di Javel). Allo stesso modo egli sostiene di effettuare delle visite "post- operatorie" e di arrivare perfino a prescrivere medicine in caso di piccole complicazioni. Ma per quanto riguarda l'anestesia, Lhaj Mokhtar non ne vuole sentir parlare, l'operazione viene fatta al naturale.
Quando era al massimo della sua gloria gli capitava spesso di circoncidere fino a 50 bambini al giorno. Erano gli anni 80, l'epoca benedetta periodo in cui racconta, nostalgico: "le autorità organizzavano delle campagne di circoncisione su grande scala in occasione di feste nazionali e religiose". A titolo di aneddoto si racconta che l'Amine della corporazione degli hajjama, per misurare il lavoro di ciascuno, procedeva al calcolo delle parti tagliate da ciascun hajjam, proprio come un venditore di fichi conterebbero le bucce dei suoi frutti.
Di questa età dell'oro, oggi non sussiste che qualche caso. Capita ancora a Lhaj Mokhtar di praticare delle sessioni intensive di circoncisione, ma si fanno più rare; soprattutto da quando le autorità locali per questo tipo di operazioni, organizzate molto spesso nelle zone rurali, preferirono a lui medici ed infermieri.
Tra 200 e 1500 Dh
Anche la clientela tradizionale si è allontanata dal vecchio "barbiere". Certamente non per ragioni di prezzo. "La tariffa varia a seconda dei mezzi del cliente- confida Lhaj Mokhtar- può raggiungere i 300 dirham o più, quando bisogna spostarsi a domicilio". Se l'hajjam, come i suoi colleghi che operano a Derb Soltane, non sono più quotati, è perché alle loro forbici, i marocchini preferiscono sempre più i bisturi dei chirurghi negli ospedali pubblici. "Si vedono affluire delle persone di condizione media o sfavorita che hanno coscienza della necessità di adempire questo atto in ambito ospedaliero" spiega il dottore Abdellah Bouchta, specialista in chirurgia plastica e riparatrice. Tanto più che i prezzi domandati restano più o meno accessibili: da 750 dh per i comuni mortali, la fattura scende a 200 dh, a condizione di presentare un certificato di indigenza.
E dentro ad un ospedale, le cose avvengono diversamente che da un hajjam: analisi preoperatorie, ambiente sterile, anestesia totale o locale a seconda dei casi… Si è ben lontani dall'immagine d'Epinal dell'hijjam che domanda al bambino di "chouf l'friyekh" per distogliere il suo sguardo, prima di circonciderlo dal vivo.
"Con l'anestesia, il bambino non si dimena. È quindi più facile procedere all'operazione ed evitare cattivi incidenti", aggiunge il dottor Bouchta, che ha dovuto riparare a più riprese i retaggi delle circoncisioni all'antica, in occasione del suo lungo passaggio al CHU Ibn Rochd di Casablanca.
Oltre a facilitare il lavoro del chirurgo, l'anestesia presenta anche altre virtù: "Non bisogna dimenticare che il dolore e lo choc provati dal bambino sono traumatizzanti, e possono talvolta implicare delle sequele psicologiche a lungo termine" precisa il dottor Muhamed El Hrachi, chirurgo in una clinica privata a Casablanca.
Un banale atto chirurgico?
Non per niente nella tradizione marocchina, la circoncisione era sistematicamente accompagnata da una grande festa di famiglia, con musicisti e cavallo da parata, ritenuti placare la sofferenza del bambino.
Oggi questa consuetudine sembra essere caduta in disuso. Piuttosto che spendere i loro soldi in una festa, le famiglie scelgono di far circoncidere il loro bambino in una clinica privata, sebbene la fattura sia più salata (oscilla fra i 1200 e i 1500 dirham). In compenso, la qualità delle cure è di tutt'altro livello. "Poiché nonostante duri una dozzina di minuti, la circoncisione non è un intervento banale. È un atto chirurgico che esige dei tecnici ed una preparazione particolari" insiste il dottor El Hrachi. Stesso discorso per il dottor Abdelilah Lahbabi, chirurgo al policlinico CNSS del quartiere Bernoussi a Casablanca che asserisce: "Gli hajjam non possono affrontare delle complicazioni serie, come emorragie o infezioni, per mancanza di formazione ed assistenza medica".
Detto questo, il CNSS come le compagnie di assicurazione, continuano a considerare la circoncisione un rituale piuttosto che un vero atto medico: nessuna delle due entità (hajjam o ospedale) consente in effetti di rimborsare le spese dell'operazione.
Allo stesso modo questa sembra essere la posizione della legge che non si pronuncia da nessuna parte sulla questione: nessun hijjam, neppure in caso di complicazioni, è mai stato perseguito per esercizio illecito della medicina. "La cosa più scandalosa in questo affare è che lo stesso Ordine dei medici non si degna di attirare l'attenzione su questa aberrazione", conclude un medico generico, che ha preferito mantenere l'anonimato.
Circoncisione. Tradizione o religione?
Secondo i libri sacri, Dio avrebbe ordinato ad Abramo di circoncidersi. Costui fece lo stesso con i suoi bambini, cominciando con Ismaele, 13 anni e finendo con Isacco, 8 giorni. Questa differenza di età sarebbe all'origine della diversificazione tra il rito ebreo e musulmano in materia di circoncisione. Prima di essere ricondotta nelle usanze musulmane, la pratica era già corrente nell'Arabia preislamica.. senza essere comunque menzionata come un obbligo nel Corano.
"In Marocco, costituisce una tappa importante nella vita dei bambini, al pari del battesimo e del matrimonio" spiega un sociologo. La consuetudine è di accompagnare la circoncisione con una cerimonia pomposa, occasione per i genitori di dimostrare all'entourage che il loro bambino sta diventando un uomo.
Ma questa pratica, sempre ancorata nelle regioni rurali, tende ad arretrare nei centri urbani; è quindi molto raro incontrare una famiglia che scorta un bambino su un cavallo all'entrata di una clinica o di un ospedale pubblico. Tuttavia, la tradizione è dura a morire: l'uso si perpetua sempre, ma su scala minore. È il caso soprattutto degli ambiti popolari, spesso poco realizzata per i danni che una circoncisione sbagliata può provocare, tanto a livello psicologico quanto fisico.
Trad. Serena Ficara