Ecco che cosa accade a un'ora di volo da Roma, sull'altra sponda del Mediterraneo.
Diritti civili in Tunisia: appello all'opinione pubblica
Sciopero della fame della società civile
Questo appello ci è stato inviato da Tunisi.
La Tunisia ha vissuto per anni un deterioramento della propria situazione politica, sociale e culturale. Recentemente, però, le libertà nel paese hanno raggiunto un livello intollerabile di privazione. Durante le ultime settimane, il regime ha confiscato i quartieri generali dell'Associazione tunisina dei magistrati (ATM) e ha messo al suo vertice una commissione fantoccio. E' stata anche presa una decisione giurisdizionale per evitare che la Lega per i diritti umani (LTDH) tenesse il sesto congresso nazionale e, nello stesso periodo, il regime ha proibito il Sindacato dei giornalisti tunisini (SJT). La situazione dei prigionieri politici - che sta durando da qualche decennio - sta peggiorando in modo allarmante: le torture e i trattamenti degradanti si sono inaspriti.
I partiti politici che sono stati privati degli spazi pubblici e delle proprie risorse sono paralizzati e letteralmente sotto assedio. Questi sviluppi negativi, sopra indicati, della situazione avvengono proprio quando importanti settori della società civile - avvocati, magistrati, giornalisti, docenti universitari, sindacalisti e militanti per la difesa dei diritti umani - hanno espresso le loro aspirazioni per avere più libertà e una partecipare alla vita del paese.
Inoltre, tutto ciò accade mentre la Tunisia è pronta a ospitare il Summit mondiale per l'Informazione (World Summit for Information Society, WSIS). Il regime, deliberatamente ignorando le aspirazioni della società civile, ha in questi ultimi giorni aumentato la repressione. Non ha esitato a proibire incontri delle sezioni locali della LTDH e a colpevolizzare alcuni dei suoi membri.
Dall'altro lato, durante i processi politici, il regime ha proibito alla corte l'accesso al pubblico e agli osservatori. Questi metodi di sicurezza sistematica pongono le élite sociali e politiche di fronte a una seria sfida: accettare l'uso arbitrario della forza da parte o affrontare il regime con mezzi pacifici. I firmatari di questo appello - rappresentanti delle associazioni della società civile e dei partiti politici - per esprimere il loro rifiuto alla situazione che sta vivendo la popolazione tunisina e per domandare il rispetto dei diritti umani e politici nel paese hanno deciso di iniziare un illimitato sciopero della fame a partire dal 18 ottobre 2005. Le richieste del seguente appello sono:
1)Libertà di associazione attraverso il riconoscimento
Delle associazioni e dei partiti che reclamo la loro esistenza legale
Rimuovere gli ostacoli che bloccano le attività di associazione e riconoscere legalmente i partiti, in particolare l'Associazione tunisina dei magistrati, la Lega per i Diritti umani e il Sindacato dei giornalisti tunisini.
2) Libertà di stampa e dei media
Fermare la censura dei media cartacei, pubblicazioni su siti Internet
Sospendere le pressioni esercitate sui giornalisti
Aprire i media audio-visuali a tutte le scuole di pensiero
Istituire un'autorità indipendente e plurale che curi e controlli questo tipo di servizio pubblico
Dare una guida a tutti i giornali che chiedono l'autorizzazione di pubblicare, mentre si aspetta l'abrogazione delle misure ingiuste sulla stampa
3) L'immediato rilascio dei prigionieri politici
Il rilascio dei prigionieri politici: islamisti, navigatori internet, giovani ragazzi accusati ingiustamente di terrorismo e dell'avvocato Mohammed Abbou. Si richiede inoltre l'adozione di leggi generali per l'amnistia.
Le persone che hanno deciso di digiunare lanciano un appello alle forze democratiche, alle associazioni, ai partiti, alle personalità indipendenti, di mobilizzarsi intorno a questo sciopero, appoggiando queste richieste, che sono un preludio per le riforme e per un cambiamento democratico nel paese.
Tunisi 18-10-2005
Nejib Chebbi (Pdp)
Lofti Hadji (Sjt)
Hamma Hammai (Pcot)
Abderraouf Ayadi (Cpr)
Ayachi Hammami (Avvocato, Comitato per la liberazione di Abbou)
Mohammed Nouri (Aispp)
Mokhtar Yahyaoui (Ctij)