IL 2006 E I MARTIRI DEL LIBANO
Randa Taqiyyudin
al -Hayat
28-12-2005
Dopo l'omicidio del deputato e giornalista libanese, il martire Gibran Tueni, per mano di vigliacchi che hanno paura della parola e della verità, il Libano vive nel timore del più grande degli atti terroristici e omicidi, conseguenza di alcune voci e di un clima diffuso di paura a seguito degli assassini dei martiri della libertà, che caddero uno dopo l'altro nel 2005.
Dopo il tentativo non riuscito che aveva come obiettivo il ministro Maruan Hamadi nell'ottobre del 2004, venne ucciso il capo del governo Rafiq Hariri; in sua compagnia vennero uccisi il deputato Basil Filihan, il collega Samir Qassir e in seguito l'ex segretario generale del partito comunista Gorge Hawi. Poi venne presa di mira la collega Miya Shadiyaq, che pagò a caro prezzo la libertà di parola.
E i martiri cadono mentre in Libano e in Siria prevale l'impressione che la comunità internazionale non sia in grado di proteggere il Libano, e che gli omicidi continueranno senza avere come conseguenza una severa reazione internazionale, perché la situazione della zona non lo permette: gli Stati Uniti sono alle prese con i loro problemi in Iraq, e il presidente francese Chiraq fronteggia delle difficoltà interne. Il che concede tempo a favore della Siria.
Sebbene questa impressione sia sbagliata perché l'indagine internazionale giungerà a compimento e smaschererà gli assassini, è però naturale che i libanesi abbiano paura dell'opera di alcuni vigliacchi, specialmente dopo gli omicidi di cui il loro paese è stato testimone. E tutti sanno che il Libano paga il prezzo della risoluzione internazionale che ha costretto le forze armate siriane a uscire dalla sua terra.Il Libano era la fonte della forza e delle risorse della Siria, ed essa non lo lascerà tanto facilmente, perciò, chi volesse ostacolare il potere di questo gruppo e cacciare le truppe siriane, pagherebbe il prezzo con la sua vita. Colui che avesse il coraggio di parlare come Samir Qassir e Gibran Tueni, verrebbe brutalmente ridotto al silenzio.
Tutti i delitti che hanno come obiettivo gli eroi della libertà e dell'indipendenza in Libano vanno spiegati all'opinione pubblica araba in tutti gli stati arabi. I Libanesi nazionalisti e liberi devono ridestare il mondo arabo per spiegare le cose che il regime siriano ha fatto in Libano.
Il Libano ha paura ma non è solo. Gli Stati che hanno obbligato la Siria a ritirarsi non faranno affari con essa e non si ricrederanno sulla necessità di conoscere la verità. Infatti tutti sanno quale sia la verità, solo che è il tribunale internazionale l'organo che perseguirà gli esecutori dei delitti. I colpevoli sanno che creare un tribunale del genere richiede tempo, e infatti scommettono sul fatto che gli omicidi e il terrorismo per zittire le voci che dicono la verità siano il modo esemplare per garantire il loro dominio.
È vero che il Libano ha pagato un prezzo eccessivo per la vita dei suoi figli testimoni della libertà, e ha paura per i suoi figli liberi e innocenti, ma questi uomini liberi non sono soli. I siriani liberi hanno scritto una lettera di condoglianze al professore Ghassan Tueni attraverso le pagine di "An-Nahar" dal titolo " Il fiume della libertà non deve prosciugarsi " in cui si legge : " Gibran è scomparso, ma questo non è il tempo delle lacrime e dell'esser tristi, né il tempo dell'odio e della vendetta, tu stesso lo dicesti. Ma è ,invece, il tempo del bagliore di luce alla fine del tunnel di fumo."
L'assassinio, il terrorismo e l'omicidio vigliacco sono alla fin fine per gli esecutori del male e i malvagi saranno castigati prima o poi. Chi semina il terrore e la paura presso i figli del suo popolo, o il popolo dei suoi vicin,i pagherà un caro prezzo, non importa quanto grande sia il danno arrecato al Libano. La verità su questi omicidi vigliacchi uscirà allo scoperto, ma quanto più questi atti si sono moltiplicati, tanto più è aumentata la temerarietà dei loro esecutori, i quali credono di essere al riparo dalle punizioni.
Ciò che desideriamo é fermare gli omicidi e lo spargimento di sangue degli innocenti, affinché i libanesi non siano "schiavi al soldo" degli assassini e dei terroristi che vogliono la repressione e l'uccisione degli uomini liberi nel Libano.
Il sogno di ogni libanese è che il 2006 sia un anno più misericordioso del 2005 per il Libano e i suoi figli, e che interrompa gli omicidi e gli atti di terrorismo vigliacco affinché tutti possano vivere in pace e sicurezza.
Trad. Chiara Comito