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La rivolta dei teppisti

'Abd Al-Rahman Al-Rashed
Asharq Al-Awsat
(quotidiano indipendente con base
a Londra, di proprietà saudita)
07-11-2005

Il defunto presidente egiziano chiamò "malviventi" coloro che uscivano a manifestare contro l'aumento del prezzo del pane. Come i burocrati algerini ritennero che il disordine, divampato a seguito del malcontento per l'uccisione di un ragazzo da parte di un poliziotto, fosse premeditato. Il ministro dell'Interno francese, Nicolas Sarkozy, ha invece definito le persone che hanno iniziato il sollevamento nella periferia della capitale "teppisti" e "feccia".

Forse sono davvero criminali, teppisti e anarchici, però hanno un problema che va ascoltato e risolto. Queste persone, infatti, erano come un fiammifero in una scatola pronto a prendere fuoco. Ne sono prova le 90 città e cittadine francesi che sono state teatro di rivolte. L'incidente che ha scatenato la rabbia non spiega la violenza, anche perché i due ragazzi morti nell'esplosione elettrica non sono vittime della polizia, come ha creduto la gente. E nonostante l'esposizione di questa verità, la protesta contro la povertà e l'emarginazione è continuata e gli incendi sono divampati anche al di fuori del quartiere interessato. Sarkozy li ha descritti come "teppisti", ma di sicuro il disprezzo e lo scambio di insulti non risolverà la crisi, che ritornerà dopo essersi momentaneamente calmata.

La Francia sapeva di essere fra le nazioni europee più mescolate etnicamente, più vicina alle nazioni meridionali del Mediterraneo e di tendenze culturali più inclini alla sinistra rispetto agli altri membri dell'Unione Europea.

Il paese della legge e della libertà ha però fallito nel risolvere l'antico problema ereditato dalla fine del colonialismo: la soluzione delle condizioni degli immigrati e il superamento di tale lascito. Pertanto cinque milioni di cittadini di origine straniera vivono in condizioni umilianti e nemmeno le condizioni dei residenti nel paese da lungo tempo si sono risolte. Inoltre, è inconcepibile che nel paese della libertà e della democrazia il Parlamento, il quale dovrebbe rappresentare la totalità della società,  non abbia deputati appartenenti a questa grande minoranza.

I maggiori partiti francesi non hanno tentato di inserire fra le loro fila i rappresentanti dei milioni di francesi di origine straniera, arabi e musulmani, e non hanno difeso i loro diritti.

Viste  tali omissioni, è naturale che i parigini si sveglino a seguito degli incendi appiccati un po' ovunque. La banlieue in fermento da tempo aveva bisogno soltanto di un pretesto per infiammarsi, divampare e sfidare tutta la società.

Certamente nel loro modo di agire appaiono come feccia, e coloro che guidano le rivolte abitualmente sono proprio dei teppisti, perché sono più capaci a gridare che a pensare alle conseguenze. Sì, nell'incendio delle scuole e nelle aggressioni ai passanti (alcuni di loro picchiati a morte) c'è il comportamento della "feccia" della società. Purtroppo queste sono le espressioni della società che non ha voce politicamente.

Dobbiamo però dividere i teppisti dalle problematiche esistenti. I rivoltosi non avrebbero riscontrato tutto questo appoggio, nonostante la vergogna delle loro azioni, se non fosse stato per la percezione dell'ingiustizia che molti hanno sofferto in alcune occasioni.

Davanti alle società europee c'è un problema di milioni cittadini, che non possono essere ignorati come se abitassero in un paese lontano. I problemi degli immigrati non sono irrisolvibili, a partire dal loro status giuridico a cui deve essere dato un indirizzo, come l'inserimento dei figli nella società attraverso l'istruzione e l'impiego. Se tutto ciò non sarà fatto, queste frange povere e discriminate continueranno a essere scintille che minacciano di divampare in ogni momento.

Trad. Alessandra Sgadò

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