LE CRISI DELLA DEMOCRAZIA ARABA
Ahmad al-Rabe'i
as-Sharq al-Awsat
22/01/06
Bisogna che i cittadini arabi non si preoccupino per i problemi che le elezioni devono affrontare nei vari paesi arabi: le elezioni egiziane sono state intorpidite da un gran numero di problemi e ugualmente quelle irachene, tra accuse di falsificazione, schieramenti confessionali e sociali e tentativi di monopolizzare la verità e cancellare l'Altro. E le attuali elezioni palestinesi affronteranno altre crisi.
Il concetto della democrazia e dell'andare alle urne elettorali, il credere nell'opinione dell'altro e rispettarla, riconoscere la sconfitta dopo le elezioni, la forza dei rapporti tribali, familiari e confessionali e le influenza che questi hanno sulle elezioni, sono tutti fatti naturali nelle società che si sono sviluppate sull'individualismo, sul pensiero unico e sul non rispetto verso le minoranze. E le società in cui un partito e un leader unico governano per trenta anni, in cui vengono represse le libertà, in cui le persone diventano ostaggio degli strumenti della repressione, in cui le istituzioni della società civile sono a pezzi, è impossibile che si evolvano improvvisamente, con un colpo di bacchetta magica, in società democratiche.
Gli errori che le persone commettono contro se stesse e contro le loro democrazie sono un fatto naturale .Le secolari società democratiche nel mondo di oggi si sono evolute con difficoltà da società dell' individuo e delle guerre confessionali ed etniche in società democratiche. Nelle elezioni americane non era permesso ai neri e alle donne candidarsi e votare, e lo stesso succedeva nella democrazia britannica, che era monopolio esclusivo della classe aristocratica. Perfino un paese come la Svizzera non concesse i diritti politici alle donne se non a metà del secolo scorso.
Questo discorso non significa che noi dobbiamo passare tutto quello che hanno passato le altre nazioni, di certo bisogna che la gente impari dagli errori degli altri e inizi da dove hanno finito; però è vero che la diffusione della cultura della tolleranza e della democrazia, l'accettazione dell'altro, la fiducia nella minoranza e nella maggioranza hanno bisogno di fare pratica, i fallimenti e i successi sono necessari prima che la democrazia si trasformi da carta costituzionale in esercizio giornaliero nelle strade, nelle scuole e nella politica.
L'importante è che tutte le parti credano nel concetto dell'alternanza del potere senza ricorrere ad alcun tipo di forza, sia essa sociale o politica, per rompere il ponte della democrazia, dopo che lo si è attraversato per far sì che nessun altro lo oltrepassi
La democrazia è il modello della vita civile, e noi dobbiamo riconoscere che abbiamo bisogno di tempo, non per una mancanza di fiducia nella democrazia, e che la crisi non è una crisi dei governi antidemocratici e basta, ma anche una crisi di partiti e leaders politici antidemocratici.
L'importante è che crediamo nel fatto che la soluzione ai problemi della democrazia stia nell'incrementarla.
Trad. Chiara Comito